Nail Coat


Wonni, che mi è sempre avanti anni luce, mi insegna che anche lo smalto per le unghie ha una valenza cosmica, e si incastra bene con il pensiero filosofico.

Wikipedia ci racconta che lo smalto per le unghie esisteva nella preistoria e ce ne descrive la composizione antica e la composizione moderna.

Wonni, che si è appena comperata il 505 Particulière di Chanel che è introvabile perchè tutte le fashion victims ne sono rimaste folgorate ed ha pure fatto la follia di aggiudicarselo ad un’asta (!!!) invece mi racconta che con lo smalto per le unghie ti puoi distrarre facendo shopping (perchè devi pur girare – anche virtualmente – per comperare): si può fare vita sociale, perchè se si decide di avere delle mani perfette si va dall’estetista… e ci si va o da sole o con l’amichetta del cuore e ci si fa pure l’aperitivo (Chinatown a Milano offre un sacco di scelta su cose di questo genere).

Eppoi, dico io, vogliamo mettere il piacere di essere trasformisti all’ennesima potenza? Un giorno unghie rouge intense – tres sensuelle, un altro giorno totat black (or total purple) – very rock inside, un altro giorno french manicure – decisamente bon ton, un altro giorno ancora smalto sbeccato, veramente orribile ma sinonimo di stato d’animo evidentemente scosso per mille ragioni oppure solo evidentemente stanco….

La punta dell’icesberg del trasformismo poi è la ricostruzione delle unghie, che funziona come la chirurgia estetica: la ricostruzione piace se fatta per chi soffre di onicofagia ed aiuta a risolvere (o a non peggiorare) un problema; per il resto… usare con cautela…. troppe protesi tutte insieme non sono mai gradevoli a vedersi 😀